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Scritto da marco   
Lunedì 04 Maggio 2009 23:00

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Utilizzo di Netlive su chivetta USB

Un sistema operativo linux è fatto di scelte.

Sono infiniti i modi di realizzare un network diskless. Adattare il sistema alle proprie esigenze ne esalta la funzionalità.

 

Il disco immagine.

Il software distribuito ai client è contenuto in un disco immagine (squashfs) che risiede in un cartella del server, accessibile in lettura tramite il servizio nfs.

Noi abbiamo chiamato questa cartella /cdrom/live, che è contenuta nella condivisione nfs /cdrom. La cartella /cdrom/live deve contenere un solo disco immagine con estensione .squashfs, perché l'immagine initramfs di debian ricerca automaticamente, all'interno della cartella live, tutti i file con questa estensione (oppure con altre estensioni valide, come ad esempio .ext2, .ext3, .xfs, .dir etc.) e li carica in aufs in un ordine prestabilito. A nostro parere, l'utilizzo di una sovrapposizione di immagini distinte è una complicazione foriera di guasti molteplici, piuttosto che uno strumento di gestione del sistema, e non abbiamo mai voluto utilizzarla.

 

La linea di boot.

All'avvio Netlive si connette al server tftp in modalità pxe (o etherboot dove indispensabile). Il server risponde alla richiesta pxe passando dei parametri di boot diverso per ciascuna singola macchina del sistema. Questo si ottiene popolando la cartella /tftpboot/pxelinux.cfg con file di testo denominati sulla base dell'indirizzo mac di ogni singola scheda fisica di rete. Per esempio, se l'indirizzo mac di un computer fosse 00:22:15:09:ba:e4 sarebbe necessario generare per esso un file denominato 01-00-22-15-09-ba-e4.

la linea di boot contiene i seguenti parametri::

LABEL live
      kernel vmlinuz2
     append root=/dev/nfs nfsroot=192.168.0.12:/cdrom initrd=initrd2.img boot=live noautologin username=user hostname=netlive-103 union=aufs quickreboot

Ci è sembrato preferibile, per ottimizzare la gestione dell'aula, attribuire al client un hostname fisso direttamente al boot e metterlo in corrispondenza univoca con l'hostname. Così la macchina dell'esempio prende hostname netlive-103 e riceverà via dhcp un indirizzo 192.168.0.103.

Il parametro nfsroot e il paramtero boot definisco la condivisione nfs e la cartella di ricerca dell'immagine squashfs.

Il kernel e l'immagine initrd sono contenute nela cartella /tftpboot

 

Lo script rc.local

Per sua definizione, l'immagine squashfs è un filsystem in sola lettura.

Non è pensabile, però, che un'immagine realizzata una volta per tutte sia un oggetto perfetto al punto da non richiedere modifiche ulteriori. E bisogna tener conto che la creazione di una nuova immgine è un processo di qualche complessità che, se non altro, deve essere sottosposto ad una procedura di test prima di entrare in produzione. È necessario quindi uno strumento di amministrazione dinamico, che permetta di apportare correzioni piccole senza richiedere una ricostruzione del sistema.

In Netlive, questo si realizza attraverso due script di init: rc.local e pre-rc.local.

Il secondo è stato aggiunto per configurare l'uso dell'autenticazione ldap prima di avviare il sistema grafico.

Ciascuno di questi programmi esaurisce il proprio compito nell'avvio di uno script: /etc/rc.local ed /etc/pre-rc.local.

Il testo di ciascun file è il seguente:

# cat /etc/rc.local |grep -v ^#|grep -v ^$
sh /live/image/configura.sh
exit 0

La cartella /live/image corrisponde al nome locale del mount nfs /cdrom, quindi i file configura.sh e pre-configura.sh possono essere modificati in qualunque momento dall'amministratore.

Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Agosto 2012 09:59
 
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